Presagio triste

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Autrice: Banana Yoshimoto

Pubblicato: 1988

Editore: Feltrinelli

Pagine: 127

Prezzo: 8 euro

 

 

TRAMA

Cosa turba la serenità della diciannovenne Yayoi? Della sua vita idilliaca in seno a una “famiglia felice della classe media che sembra uscita da un film di Spielberg”, dove il giardino è ben curato, gli abiti perfettamente stirati, i fiori sempre freschi sul tavolo e i genitori comprensivi e sorridenti? Forse a minacciare l’equilibrio di Yayoi è una sensibilità paranormale che le fa percepire presenze invisibili, e che contrasta con l’incapacità a ricordare gli anni dell’infanzia, stranamente cancellati dalla sua memoria. O forse il pericolo è il suo trasporto per Tetsuo che tende a superare i limiti dell’affetto fraterno.

Mi guardò e con quella lentezza di sempre, fece un delicato sorriso.
Era un sorriso perfetto che sembrava contenere in sé tutte le cose del mondo, come un lago colmo di acqua fredda e trasparente.

RECENSIONE

Presagio triste è stato ed è tutt’ora (giusto ieri ho acquistato Kitchen ) il primo libro della Yoshimoto che ho letto. Mi sono avvicinata alla scrittrice giapponese con parecchia curiosità, intrigata dal fatto che le sue opere vengono spesso paragonate ai manga, e non ne sono rimasta per nulla delusa.

COSA MI È PIACIUTO

  • Prosa: lirica ed evocativa. La Yoshimoto riesce a coinvolgere il lettore fin dalle prime pagine, avvolgendolo in una delicata atmosfera di freschezza e di malinconica tranquillità. Ne deriva una lettura davvero rilassante e piacevole, ottima per essere consumata sotto l’ombrellone, cullati dal rumore delle onde e accarezzati dalla brezza marina.
  • La magia delle piccole cose: come accade con Murakami, ritroviamo descrizioni che non sono utili per lo svolgimento della trama( o per lo meno per la concezione occidentale di trama), ma che rientrano nel concetto di sensibilità giapponese.
  • Riflessioni profonde: sebbene i libri della Yoshimoto siano brevi e non eccellano a livello della storia, non sono per nulla scontati e banali. Affrontano sempre temi rilevanti, come, in questo caso, solitudine, morte e memoria. L’autrice riesce, inoltre, a trasmettere emozioni e stati d’animo in modo magistrale con poche, poetiche pennellate.
  • Personaggi: complessi, approfonditi e tormentati. Yayoi è alla ricerca del proprio passato, afflitta dalla sensazione di aver dimenticato qualcosa di importante.
  • Yukino: la zia di Yayoi, una donna bellissima, misteriosa e affascinante, che non rientra nei canoni della società giapponese. Fin da subito mi ha incuriosita, convincendomi a scegliere proprio questo libro tra i tanti disponibili dell’autrice.
  • Velocità di lettura: elevata. Presagio triste ha soltanto 127 pagine, ma in genere tutti i libri dell’autrice sono brevi. Una bella boccata di aria fresca dopo aver letto libri impegnativi e che sembrano non terminare mai come Il Trono di spade.

COSA NON MI È PIACIUTO

  • Finale: un po’ inconsistente, mi sono ritrovata a domandarmi “e quindi?”. Tuttavia leggere la Yoshimoto è un po’ come bere una tazza di tè: il piacere risiede nell’atto stesso di sorseggiare la bevanda, e non nel terminarla.

VOTO: 4/5

LO CONSIGLIO? SÌ

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