Calendar Girl

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Autrice: Audrey Carlan

Genere: Erotica

Pubblicato : Gennaio 2015 (edizione inglese)

Editore: Mondadori

Pagine: 336

Prezzo: 14,90 €

TRAMA

Avevo bisogno di soldi, tanti soldi. In ballo c’era la vita di mio padre. Io però non avevo un centesimo, per arrivare a fine mese facevo la cameriera. Non avevo un amore e, diciamolo, all’amore, quello con la a maiuscola, non ci credevo neanche più tanto. Le mie storie fino ad allora erano state solo fonti di guai e delusioni. Mi hanno offerto un lavoro. Recitare il ruolo della fidanzata di uomini di successo. In pratica per un mese dovevo fingere di essere la loro compagna davanti agli occhi di tutti e in cambio ognuno di loro sarebbe stato disposto a pagarmi centomila dollari. 12 mesi, 12 città, 12 uomini ricchi, famosi, inarrivabili, 12 ambienti esclusivi, 12 guardaroba diversi. Più di un milione di dollari. Il sesso, chiariamoci, non faceva parte degli accordi. Quello dipendeva e dipende sempre solo da me. L’amore neanche quello faceva parte del piano. Ma intanto quello non dipende da nessuno… Gennaio, Los Angeles, uno sceneggiatore con un corpo sexy quanto la sua mente. Febbraio, Seattle, un artista francese in cerca della sua musa. Marzo, Chicago, un ex pugile imprenditore dal cuore spaventato. Tutti uomini da sogno. Che poi sono persone. Intriganti, fragili, che hanno paure, segreti e verità nascoste. Loro hanno scelto me. Per un mese sono entrati nella mia vita. Tutti mi hanno lasciato qualcosa. E uno mi sta chiedendo di cambiare le regole del gioco… ma l’amore, tutti lo sanno, di regole non ne ha. Ho intrapreso questo viaggio perché era l’unico modo per salvare la vita di mio padre. Mi sono fidata, ho buttato il cuore oltre l’ostacolo. Ed è iniziata la favola. Il viaggio ha salvato la mia, di vita.

RECENSIONE

Iniziamo la recensione premettendo che questo non è il mio genere. Calendar girl è il primo romanzo erotico che ho letto, sebbene abbia ponderato a lungo se acquistare o meno 50 sfumature di grigio. Ci sono andata molto vicino, ma, alla fine, ho sempre fatto retromarcia: la sinossi non mi convinceva del tutto. Invece, con il romanzo della Carlan, questo non è accaduto. Fin da subito l’abbondanza di personaggi maschili mi ha incuriosita, ricordandomi gli otome, quei giochini giapponesi che mi piacciono tanto, dove, nei panni della protagonista, ti ritrovi a scegliere il tuo fiancè tra i tanti e diversi uomini disponibili. Una sorta di reverse-harem al femminile. Potrete quindi immaginare quanto fossi curiosa di iniziare la lettura! Purtroppo, però, il romanzo mi ha lasciato con l’amaro in bocca, suscitando nel mio animo critico sentimenti contrastanti. Andiamo a vedere perché.

COSA NON MI È PIACIUTO

  • Troppe scene di sesso: oh sì, davvero eccessive e fastidiose. Certo, si tratta di un romanzo erotico, ma il troppo stroppia anche in questo caso. E pensare che il libro si risolleva e diventa addirittura gradevole quando i personaggi non si rotolano nel letto. Sembra quasi  che in alcune parti le scene hard servano a tappare dei buchi e ad aggiungere pagine al libro. Per non parlare del fatto che le scene di sesso sono totalmente vuote e fini a sé stesse: sinceramente se l’autrice non riesce a farmi apprezzare ed affezionare  ai personaggi, non mi interessa nemmeno leggere delle loro acrobazie tra le lenzuola.
  • Mia: la protagonista di Calendar girl. Volgare, rozza e poco intelligente, nonostante creda di essere molto furba. Un personaggio poco credibile, che avrebbe avuto modo di saldare il debito con l’aguzzino di suo padre già nel primo mese di lavoro e di smettere di fare la escort, accettando l’aiuto di una certa persona, ma che decide di rifiutarlo e cavarsela da sola. Basandomi sui primi tre volumi racchiusi nel primo libro, prevedo che finirà per fare sesso con ogni cliente, sebbene il contratto non lo richieda. E notare bene, è pure innamorata! La ciliegina sulla torta è che si altera pure quando i clienti la pagano per le “prestazioni extra”, come previsto dal contratto (lei non è obbligata ad avere rapporti con loro, ma se questo si verifica sono tenuti ad accreditarle un 20% in più), perché pensa che la trattino come una puttana: ciò che è. Inoltre, con il suo linguaggio irritante e volgare riesce a rovinare quei pochi momenti che potrebbero essere addirittura belli e profondi. Mi è salito un nervoso allucinante durante gli scambi telefonici tra Mia e la sua migliore amica, in cui si esibiscono in una gara di finezza chiamandosi a vicenda stronzetta e puttanella.
  • Pregiudizi: nel mese di Marzo la nostra cara protagonista ha a che fare con un cliente italiano e la sua famiglia: apriti cielo! Noi italiani veniamo descritti come persone chiassose, gesticolatrici e che dispensano baci sulla bocca (!) a tutti e persino agli estranei. Vorrei davvero sapere da dove l’autrice si è ispirata per partorire questa castroneria.

COSA MI È PIACIUTO

  • Scrittura: non eccelsa, ma scorrevole e corretta dal punto di vista grammaticale. I capitoli brevi riescono a tenere viva l’attenzione e a spingere a proseguire la lettura.
  • Alec: il pittore francese con cui Mia “lavora” nel mese di Febbraio. In questo parte il libro si risolleva un po’. Le opere realizzate dal pittore sono interessanti e profonde, tanto che la descrizione di ciò che si cela oltre la tela a tratti risulta addirittura toccante. Alec è un uomo dolce e sensuale, il mio preferito, caratterialmente e fisicamente, tra i tre che ho incontrato nel corso del libro.
  • Marzo: il terzo volumetto risulta il più piacevole, forse perché ci sono meno scene di sesso. Inoltre il rapporto che si viene a creare tra Mia e il suo cliente ( sarebbe meglio dire clienti, ma non mi spingo oltre, le mie recensioni sono a prova di spoiler 😉 ) è senza dubbio interessante e diverso rispetto alle situazioni precedentemente proposte.
  • Lezioni: effettivamente Mia lascia ogni cliente avendo imparato (o così si presuppone) qualcosa, per lei le nuove esperienze vissute sono una sorta di arricchimento.

VOTO: 2,5/5

LO CONSIGLIO? NI

Personalmente non lo consiglio, a meno che non amiate i romanzi erotici. Io non ho molti metri di paragone, non avendone letti altri, però ho sentito che molte persone lo considerano migliore rispetto a 50 sfumature…Se non siete amanti di questo genere e tuttavia siete  rimasti incuriositi da Calendar girl, lasciate perdere. Io penso proprio che non continuerò la serie.

 

 

 

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5 pensieri su “Calendar Girl

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