The Quick

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TRAMA

Inghilterra, fine Ottocento. James e Charlotte sono due fratelli orfani che vivono in una dimora signorile sperduta nella campagna inglese. Una volta cresciuti le loro strade si dividono: James, timido aspirante scrittore, terminati gli studi a Oxford divide l’appartamento in affitto a Londra con un affascinante giovane aristocratico. Grazie alle conoscenze del ragazzo, viene introdotto nei salotti dell’alta società e trova l’amore dove non se lo sarebbe mai aspettato. Poi, improvvisamente, scompare senza lasciare traccia.
Preoccupata e determinata a trovarlo, la sorella Charlotte parte per Londra e s’immerge nelle tetre atmosfere della città industriale, dove scopre l’esistenza di un mondo segreto, popolato da personaggi incredibili e loschi che vivono ai margini della città. Un mondo in cui i confini della realtà hanno assunto forme tutte nuove. Per lei si apriranno le imponenti porte di una delle istituzioni più autorevoli e impenetrabili del paese: l’Ægolius club, luogo di ritrovo degli uomini più ambiziosi e pericolosi d’Inghilterra, cupo circolo d’élite che cela mille segreti, uno più terrificante dell’altro: una serie di sorprese che lasceranno il lettore senza fiato fino all’ultima pagina.

RECENSIONE 

The Quick, il romanzo d’esordio di Lauren Owen, vincitrice del Curtis Brown Prize per la miglior tesi di dottorato in Scrittura creativa, mi ha catturata fin dalle prime pagine. Il libro inizia lentamente, illustrandoci l’infanzia dei due fratelli protagonisti del romanzo. Fin da subito è possibile notare la presenza di numerose descrizioni, che non risultano per nulla noiose, ma che aiutano il lettore a calarsi nella storia e ad entrare in sintonia con il periodo storico narrato, ovvero fine ‘800. Il registro utilizzato è elevato, senza che per questo il libro risulti appesantito. Al contrario questo elemento fa sì che The Quick sembri davvero un romanzo di altri tempi. La scrittura risulta dunque eccellente grazie anche alla grande varietà di vocaboli utilizzati. In molti casi la scelta delle parole è deliziosa, dando vita a delicati accostamenti poetici. Il tutto è infarcito di numerose citazioni colte che mettono in risalto l’istruzione dell’autrice e la sua passione per la letteratura.

L’ambientazione è senza dubbio affascinante: si passa dalla tenuta di Aiskew Hall alla grigia e fumosa Londra vittoriana, tra misteri, sale da tè e malfamati quartieri della città.

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Per quanto riguarda la storia, questa non delude. Senza doversi addentrare troppo nel libro il lettore si imbatte nel primo colpo di scena, che, devo ammettere, non avevo previsto, a cui ne faranno seguito altri nel corso della narrazione. Il racconto procede in maniera lineare, con brevi incursioni nel passato per far conoscere al lettore i personaggi che si imbattono nel cammino di James e Charlotte e con un salto nel tempo abbastanza consistente mentre ci si avvia verso il finale.

Ho apprezzato particolarmente la presenza di storie d’amore non convenzionali, che portano una boccata d’aria fresca nell’attuale panorama di love stories del tutto simili, e l’approccio scientifico alla figura del vampiro. Come in Dracula di Bram Stoker, a cui ho trovato molti riferimenti, anche qui ritroviamo alcuni personaggi che si affidano alla conoscenza per cercare di arginare il problema dei non morti. Particolarmente interessante è il taccuino di Mould, nel quale vengono annotate tutte le scoperte scientifiche portate a compimento dallo studioso su limiti e capacità dei vampiri.

Questi ultimi sono finalmente creature spaventose e allo stesso tempo dignitose, specialmente i membri dell’Ægolius, distaccandosi così dalla figura del vampiro, fin troppo umano e oggetto di amore sdolcinato, che ha preso piede negli ultimi anni in seguito  a Twilight.

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Infine, nella narrazione si alternano i punti di vista di svariati personaggi, tutti davvero ben caratterizzati e credibili, tra cui James, Charlotte, Adeline, Shadwell e Liza, grazie alla quale il lettore ha modo di conoscere da vicino la vita degli Alia, vampiri dei bassifondi e fazione avversa al prestigioso club. Ciò permette di movimentare una storia che altrimenti per una buona parte del libro potrebbe risultare fin troppo statica.

“Un’ottima storia di vampiri alla vecchia maniera”? Assolutamente sì.
“Sovversivo, divertente, mette i brividi”? Sovversivo sì, rispetto al trend dei “vampiri da sbaciucchiare”, divertente nel senso di avvincente anche, i brividi però un po’ meno. A me non ha fatto per niente paura. Ad ogni modo una lettura di qualità, avvincente, molto piacevole e davvero ben scritta per tutti coloro che adorano Dracula Quando uscirà il seguito, al quale sembra che l’autrice stia lavorando, lo leggerò senza ombra di dubbio.

VOTO
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16 pensieri su “The Quick

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